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La storia della computer graphics del Prof. Donald Greenberg

Di Gianluca Panebianco, Data di pubblicazione: 24 Novembre 2016, Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2016

28 ottobre 2016, ore 10:00 - Viewconference 2016, Torino. Il Prof. Donald Greenberg può essere definito il padre della computer graphics. E’ lui con le sue ricerche, i primi test e le prime animazioni negli anni 60 ad aver aperto la strada al mondo del 3d come lo conosciamo al giorno d’oggi. Ancora oggi gli studi del professor Greenberg sono supportati e finanziati da moltissime aziende come ad esempio Microsoft, Pixar, Dreamworks, Valve, Oculus, e molte altre.

Ci racconta che quando era giovane, mentre cresceva non aveva idea di cosa volesse fare da grande, soprattutto perchè quello che faceva - scrivere software per disegnare, all’inizio degli anni ‘60! - tutti gli dicevano che non serviva a nulla, che lui stesso non serviva a nulla. Poi ebbe un colpo di fortuna, perchè incontrò degli advisors (dei consiglieri) che lo indirizzarono sulla giusta strada, infondendogli fiducia.

Nel 1967 finalmente venne completato il primo progetto di simulazione 3d presso la Cornell University.

Una delle animazioni successive per descrivere i nuovi edifici progettati per il Campus della Cornell University

In quegli anni realizzò assieme al suo team (nei video dell’epoca ci mostra lui stesso assieme ad altre 4 persone, alcune ancora al lavoro, alcuni in pensione, ma comunque tutti multimilionari grazie al valore delle loro ricerche) un primo progetto di animazione al computer; era tutto pre-renderizzato, dal momento che al tempo i computer non avevano una potenza tale da poter muovere anche poche decine di poligoni in real time. Il video consisteva in un fly-through della Cornell University, a cui aggiunsero un video in soggettiva all’interno di un tram (il video entra all’interno del tram, che percorre una strada per un pò). Fu una rivoluzione. Il suo team acquisì numerosi feedback entusiasti e, ovviamente, anche i fondi per poter proseguire gli esperimenti: la loro vita cambiò grazie a questo.

Oggi si occupa ancora di ricerca nel campo della computer graphics e delle tecnologie in generale: attualmente sono allo studio degli approfondimenti sulla realtà virtuale e della difficoltà, al momento, di rendere la visione realistica: questo perchè la risoluzione dell’occhio umano è di circa 432 megapixel mentre - per fare un esempio concreto - una definizione fullHD (1080p) è di soli 2.1 mpx.

Il problema più grande, come molti di voi sapranno (allora i videogiochi insegnano qualcosa!) il problema in questo è soprattutto il rendering in realtime per visori che devono creare immagini doppie (una per occhio) ad un rate ottimale (60fps): ad oggi nessun dispositivo riesce a supportare una tale risoluzione (in effetti oggi si parla di dispositivi VR Certified, solo perchè riescono a far girare decentemente non oltre i 4k… figuriamoci 432!).

L’unico modo per far questo, ci dice, almeno al giorno d’oggi è tramite l’eye-tracking: alcuni studi hanno mostrato che mentre l’occhio osserva un punto in particolare, tutto il resto che lo circonda è “nero”. Allora, tracciando i movimenti della fovea, si riesce a capire quale parte dello schermo viene osservata e renderizzare solo quella.

Questo in maniera ottimale ancora non è possibile perchè si hanno ancora bisogno di sistemi molto potenti, tuttavia l’evoluzione delle tecnologie procede così velocemente che questo (o altre possibili future soluzioni) potranno essere disponibili alle masse già entro pochi anni. Considerate ci dice, che un “semplice” iPhone 4 ha una potenza di calcolo superiore al Cray-2, il supercomputer più potente del Mondo, nel 1985.

L’ultima previsione del Prof. Greenberg è cge nel VR in futuro i display dovranno essere trasparenti, un pò come Magic Leap, o le Google Lenses.

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