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Vultus V in 3d

Di Gianluca Panebianco, Data di pubblicazione: 2 Maggio 2001, Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2001

I modelli 3d

Vultus V: Questo robot inizialmente e' stato modellato per "accontentare" le molte richieste che ho ricevuto da molti suoi fans Filippini. In particolare voglio ringraziare Mark Lacanlale che mi ha fornito diverse immagini che mi sono state di grande aiuto nella realizzazione del modello 3d.

Nonostante questo robot possa sembrare molto semplice da modellare, anche piu' di Daitarn 3 (beh, in effetti lo è), ho cercato di curarne l'aspetto globale, dandogli un aspetto meno "cubettoso". In pratica i vari elementi del corpo, che nel cartone non si discostano molto da semplici parallelepipedi, sono stati smussati agli angoli ed ai bordi, e bombati leggermente, per ottenere il risultato che potete osservare anche voi.
Ovviamente questa ricerca di "personalizzazione" ha fatto si che il numero dei poligoni aumentasse notevolemte rispetto al modello base, arrivando a toccare quota 20.018 poligoni, di cui 4.380 per la testa e 6.181 per entrambe le mani.

il modello 3d realizzato nell'agosto 1998; renderings realizzati nel giugno 2000.

Il Robot

Alto 58 metri, Vultus V e' un robot componibile, formato in volo dall'unione di cinque veicoli pilotati da altrettanti ragazzi. Al momento della trasformazione il controlla di tutte le funzioni viene preso da un solo pilota, Michel.

La storia

Robot componibile composto da 5 aerei, guidati da tre fratelli (Michael, pronunciato "Miscel", Ivan e Karl) ed inoltre da Sonia (figlia del generale delle truppe terrestri) e da Jacky.
I cattivi erano i Boazani guidati da Boazan e provenienti dal pianeta Boazan (che fantasia!). Il professor Kentarus Gou era nato nella Famiglia reale Boazaniana, ma senza le corna (simbolo di potere): ciò è stato nascosto perchè sarebbe stata un'onta per la famiglia reale, quindi durante la vita, i suoi genitori per nascondere la verità gli "attaccano" delle corna false.

Kentarus diventa Ministro della Scienza, ed è destinato ad essere il successore dell'Imperatore. Sposa Losaria dalla quale ha un figlio, Sirio, ma, quando sta per essere incoronato, il principe Zambojir scopre il suo segreto e lo rende di dominio pubblico; Kentarus viene catturato e imprigionato, mentre suo figlio Sirio decide di attaccare la Terra.
Ma Kentarus riesce a guidare una ribellione e a fuggire sulla Terra, avvisa i terrestri del pericolo di invasione da parte di Boazan e li aiuta a costruire il Vultus 5 e la base Big Falcon, localizzata sottoterra, sotto ad un castello.
Sulla Terra si sposa con una terrestre, che dà la luce ai tre fratelli piloti del Vultus V (Michel, Karl e Ivan).

Il Finale: in realtà il Big Falcon è un'astronave mascherata; quando il professor Kentarus preme accidentalmente il bottone della trasformazione, il Big Falcon inizia a volare, e si unisce ad un'altra astronave gemella (ormeggiata al Polo Nord), formando una enorme, completa astronave: in questo modo i terrestri possono lanciare l'attacco decisivo a Boazan; infatti il nuovo Big Falcon compie un balzo iperspaziale e atterra sul pianeta nemico; Vultus e il robot di Sirio si affrontano in battaglia.
Lo scontro è equilibrato, ed entrambi i robot vengono distrutti: Michel e Sirio continuano a combattere fra di loro, fino alla sconfitta di quest'ultimo.
Il finale è drammatico: Sirio è infatti il fratello di Michel, ma non lo sa se non negli ultimi attimi della sua vita: mentre combatte con Michel, infatti, il loro padre (Kentaru Gou) riesce a liberarsi dalla prigionia, e cerca di fermare lo scontro dicendo ai figli la verità. Per i due ragazzi la notizia è stato uno shock; Sirio non si accorge che del fuoco (residuo del precedente combattimento) comincia a circondarlo, fino ad avvolgerlo completamente: mentre si rende conto che la sua fine è vicina, Sirio guarda Michel e gli sussurra "fratello". La scena si conclude con Michel che urla mentre suo fratello muore avvolto dalle fiamme.
Si tratta in effetti di un finale molto intenso e drammatico, ai livelli di quelli di Baldios e Zambot 3.

Grazie a Paolo Marazzi per il testo relativo alla storia.

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